(un post che, fingendosi maldestramente sarcastico, è invece giustamente superficiale e razzista)
Il tema è che mi succhi il cazzo. (cit.)
Qualcuno ricorderà forse che, alcuni mesi fa, scrissi un post per chiedere consigli sulle serie tv, elencandovi quelle che seguo*.
Pochi giorni or sono qualcuno (non a me direttamente), leggendolo, ha affermato che ho fatto scelte scontate (sono quelle che guardo) (malvivendo) e altre critiche che adesso mi sfuggono. Una mi è rimasta però bene impressa, suonava tipo: “Guarda Criminal Minds e The Mentalist per atteggiarsi a intellettuale profondo”. Che se ci pensate è una cosa meravigliosa. Perché pure le mie zie si guardano Criminal Minds e The Mentalist, e adesso mi piace immaginarmele che si incontrano a casa della zia Giuliana, fanno la piada, discutono di Kierkegaard e di Lacan, poi mettono Rai 2 e guardano quante espressioni riesce a non cambiare Hotchner. La versione 2.0 del Circolo di Vienna. Non so quale effetto faccia a voi, ma è un’immagine che mi riappacifica col mondo.
Ora, con tutto che The Mentalist »> Criminal Minds, quest’ultima la considero una sorta di tappabuchi, per quando non ho un cazzo da vedere o da leggere.
Ma non è di questo che voglio parlare. Il collegamento CM=’atteggiarsi a intellettuale’ è chiaramente fallace. Ma è figlio del pregiudizio che questa persona già nutriva nei miei confronti. E dimostra ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, quanto siano utili e giusti i pregiudizi. Questa persona ha ragione.
Ha ragione, io guardo Criminal Minds, anzi, inserisco CM in una lista delle cose che ho visto, e mi atteggio a intellettuale**. Profondo, oltretutto. Che non ci sia una connessione tra le due cose è irrilevante. I pregiudizi hanno vinto, le puttanelle che sostengono sia necessario conoscere qualcosa o qualcuno per poterlo giudicare se ne stanno ancora una volta a testa bassa, in un angolino. A conoscere meglio l’angolino.
Un’occhiata superficiale alle cose è più che sufficiente per averne un giudizio esauriente, è un meccanismo di autodifesa che, personalmente, mi preserva dal farmi di eroina e votare UDC senza farmi perdere tempo a intervistare i tossici sulle loro esperienze e interessarmi a ciò che dice Casini.
Una volta ho letto un libro di Coelho, Undici minuti, e ho deciso che i portoghesi*** erano delle teste di cazzo. È arrivato Cristiano Ronaldo e io ho avuto ragione.
I pregiudizi ci aiutano a razionalizzare una realtà troppo complessa per essere compresa appieno in quel periodo limitato che è la vita.
Mio figlio mi chiede sempre cose come:
“Perché non ti fidi di quei signori che volevano venderti un iPad a prezzo di occasione, qui fuori dall’autogrill?”
“Perché urli a quei signori che hanno il colera?”
“Perché quei signori acquistano petardi di contrabbando, un anno dopo l’altro, facendosi saltare le dita?”
A voi sembra il caso di fottere la testa del vostro erede maschio con dissertazioni sulle truffe, analisi mediche su campioni rilevanti della popolazione o uno studio antropologico sui comportamenti delle persone in occasioni di feste come il capodanno? No, grazie.
“Perché sono napoletani, figliolo.” Tutto torna a posto, chiaro. In ordine. E io neanche ce l’ho, un figlio. Si potrebbe definire una risposta razzista, il razzismo è d’altronde spesso figlio del pregiudizio, ma io ho pregiudizi nei confronti dei razzisti. Credo il cerchio si chiuda.
Il pregiudizio è una scienza quasi esatta. Ho rifiutato di vedere Scrubs perché il protagonista ha una grossa faccia di cazzo. Poi ho ceduto a delle pressioni, non mi sono fidato abbastanza del mio istinto e ho accettato di vedere Scrubs. E Scrubs non fa ridere. Qualcuno potrebbe dire che non capisco l’ironia di Scrubs, che se non fa ridere me non significa che non faccia ridere in generale o, semplicemente, che io non capisco un cazzo, ma questo qualcuno dovrebbe prima impegnarsi a lasciare in pace i palestinesi.
Qualcun altro potrebbe invece obiettare che qui si sta facendo confusione tra ‘pregiudizio’ e ‘giudizio superficiale’, ma io ho pregiudizi anche verso chi spacca il capello in quattro quando non è necessario, quindi vaffanculo.
* in quella lista, per motivi poi spiegati, non era stato concesso il maiuscolo a Parks and Recreation e Game of Thrones. Ingiustamente.
** mi atteggio a intellettuale nel senso che mi piace mettermi le dita in gola nei bagni pubblici, bere il tè caldo e dormire col mio cane sul pavimento del bagno. Anche in quest’ordine. Ah, e chiamo i post “Sul pregiudizio” e altre cose del genere.
*** Lo so che tecnicamente Coelho è un brasiliano (di origine portoghese), ma dai, guardatelo. Quella fichetta. Questo è un cazzo di brasiliano:


Ah, e vaffanculo ai vampiri.